La TAV, una questione sempre aperta

La linea Torino Lione è al centro del dibattito politico da molto tempo. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e quali sono i fattori in gioco

Si discute di Tav da quasi trent’anni. La sigla indica, in generale, le ferrovie ad alta velocità, ma nel dibattito pubblico italiano il progetto coinvolge il nuovo asse ferroviario tra Italia e Francia e, più nello specifico, tra Torino e Lione. A partire almeno dal 1991 il progetto è stato al centro di un acceso dibattito tra chi ritiene l’opera una necessaria opportunità di sviluppo per il Paese e chi la reputa inutile, costosa e dannosa.
Nello specifico, i principali obiettivi dei promotori della Tav sono economici, per rendere più competitivo il treno per il trasporto di persone e merci; ambientali, per ridurre il numero di Tir sulle strade; sociali, per connettere meglio e valorizzare aree diverse. I contrari all’opera pensano che questi obiettivi non siano realizzabili con il progetto proposto, che viene visto inoltre come uno spreco di soldi pubblici.

Quando e come è nato il progetto?
Questa proposta risale a circa trent’anni fa, nell’ambito di un più ampio piano infrastrutturale europeo, ed è scandita da numerosi accordi tra Francia e Italia, ratificati dai rispettivi parlamenti nazionali e supportati per anni da schieramenti politici.
Nel 1991 cominciano i primi studi di fattibilità per la nuova linea e la notizia viene riportata sui giornali, facendo nascere i primi movimenti di protesta. Qualche anno dopo, il progetto ottiene il sostegno ufficiale dell’Unione europea e da qui in poi i due paesi europei hanno firmato alcuni accordi, fino a giungere all’ idea di una nuova ferrovia.

Dove dovrebbe passare la Tav?
Il treno dovrebbe partire da Torino e arrivare a Lione. Questo è stato già stabilito il 30 gennaio 2012 a Roma, attraverso un accordo tra Francia e Italia. Il progetto parte dal nodo di Lione e arriva al nodo ferroviario di Torino. La tratta è suddivisa in tre parti: quella italiana, di competenza della società Rete Ferroviaria Italiana; quella francese, di competenza della società che gestisce la rete ferroviaria francese; quella transfrontaliera, di competenza di Telt. Quest’ultima è responsabile della realizzazione e della gestione della parte tra Francia e Italia, cioè quella in comune; essa è lunga circa 65 chilometri e per l’89% passa sotto terra; comprende la realizzazione di diverse opere: quella più imponente e discussa è un tunnel a due canne, ossia con due fori separati per i binari, tra le stazioni internazionali di Francia e Italia.
Rispetto alla tratta ferroviaria già esistente, il nuovo percorso della sezione transfrontaliera sipresenta più breve, pianeggiante e rettilineo.

Perché le proteste del 2005 sono così importanti?
I movimenti di opposizione contro la Torino-Lione avevano già iniziato a contestare l’opera in manifestazioni pubbliche negli anni Novanta. La prima grande protesta avvenne nel 1996 a Torino. Negli anni seguenti arrivarono i primi arresti e le prime condanne contro gli attivisti. Negli anni Duemila gli oppositori alla grande opera aumentarono, soprattutto a causa dell’inizio vero e proprio dei lavori, con gli scavi e i conseguenti espropri dei terreni. L’8 dicembre 2005, decine di migliaia di persone occuparono il cantiere di Venaus. I lavori furono arrestati.

Perché le merci sono importanti nel dibattito sulla Tav?
Anche se si parla spesso dei vantaggi della Tav in merito al trasporto dei passeggeri, l’aspetto più importante di questa infrastruttura riguarda il trasporto delle merci. E il punto di partenza per capirne la reale importanza è la “saturazione” della linea. Fin dagli inizi degli anni Novanta, i promotori della Tav hanno sostenuto che l’attuale linea sarebbe stata presto satura, giustificando così la costruzione della nuova opera. Negli anni più recenti, quella previsione si è rivelata sbagliata, ma il tema della crescita costante dei traffici delle merci è rimasto al centro del programma dei fautori della nuova
opera.

Quali sono le conseguenze della Tav per il trasporto delle merci?
Se confrontati con i dati del passato, gli attuali flussi di traffico delle merci non risultano essere in aumento. Le conseguenze dipendono dall’affidabilità dei modelli di previsione sui traffici e dagli obiettivi di mobilità. Le stime sono contestate dall’analisi costi-benefici pubblicata a febbraio 2019 dal Ministero delle Infrastrutture, secondo la quale difficilmente si potrebbe avere un cambio modale di queste dimensioni. Rimane dunque il problema di come spostare il traffico dalla strada alla rotaia, una volta completata l’opera.

Quali sarebbero i benefici per i passeggeri?
Oltre ai vantaggi previsti per il trasporto delle merci, i promotori della Tav sostengono che la nuova linea avrà un impatto positivo anche per il trasporto dei passeggeri. Secondo Telt, la realizzazione del progetto completerà i collegamenti ferroviari ad alta velocità tra le cinque regioni metropolitane di importanza maggiore in Europa (Londra, Parigi, Madrid, Milano e Barcellona), in un contesto nel quale si concentrano i principali arrivi di turisti di tutto il Mondo.
Oggi, Torino e Lione sono raggiungibili con il Tgv (Train à Grande Vitesse, treno ad alta velocità), in una tratta che collega la stazione di Milano-Porta Garibaldi con quella di Parigi-Gare de Lyon. Con la nuova linea si ipotizza che basteranno poco più di 3 ore per raggiungere Torino da Parigi, e meno di 2 ore per arrivare a Lione.
Il dimezzamento della durata dei viaggi dovrebbe rendere più competitiva la ferrovia rispetto all’aereo, con conseguenti benefici sull’ambiente e risparmi per i passeggeri. Un aereo di linea impiega infatti circa un’ora e mezza per raggiungere la capitale francese sia da Milano che da Torino. Se si aggiungono i tempi per l’imbarco e lo sbarco, la durata del viaggio in treno sulla nuova linea Torino-Lione si avvicinerebbe molto a quella del viaggio aereo.

Quale sarà il futuro della linea storica?
Il progetto non prevede di mettere in disuso l’attuale linea storica, ma intende valorizzarne alcune parti e utilizzarle per le altre fasi dei lavori. Discorso diverso vale nel caso in cui si decidesse di non fare la Tav, l’Italia dovrebbe decidere in quel caso, se adeguare la linea storica a livelli di sicurezza standard più elevati.

Beneficio economico? Costi?
A livello economico, la Tav genererebbe grandi numeri di posti di lavoro. I dati Telt rivelano che in totale lavorano alla Tav circa 800 persone.

A oggi sono state effettuate diverse valutazioni socio-economiche. Secondo l’attuale governo, allo Stato italiano non conviene procedere con i lavori della Tav. Il progetto infatti presenta una redditività fortemente negativa causando perdite per le finanze pubbliche tra i 6 e gli 8 miliardi di euro; le perdite si riferiscono al periodo tra la conclusione dei lavori, stimata al 2029, e il trentesimo anno di esercizio dell’infrastruttura (il 2059). Nella realizzazione di questo calcolo, sono stati considerati diversi fattori: la somma dei benefici per cittadini, Stato e ambiente è stata così confrontata con i costi di investimento. E il risultato è stato negativo.

Micheli Greta, Castelli Giulia, Sbaraini Denise.
4a LSU (Liceo Scienze Umane)

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