Laboratorio di scrittura creativa

Le ragazze ed i ragazzi del Cossali si sono cimentati in un laboratorio di scrittura creativa. Utilizzando personaggi famosi della letteratura hanno creato dei brevi racconti che siamo lieti di condividere con voi:

 

PETER PAN E CAPPUCCETTO ROSSO

Personaggi: Peter Pan, Cappuccetto Rosso e una creatura magica arrabbiata

C’era una volta Cappuccetto Rosso, una bambina che viveva con la sua nonna in una piccola casetta
in campagna. Mentre erano sedute a tavola all’ora di pranzo qualcuno bussò alla porta: era Peter
Pan che era venuto a chiedere aiuto, perché una creatura molto malvagia e arrabbiata aveva rapito
la sua amata fatina Trilli in un posto segreto.
“Posso entrare e sedermi a bere un goccio d’acqua?”
“Certo, accomodati pure.”
“Sono molto stanco e assetato ed è più di una settimana che sto cercando Trilli, ma non riesco a
trovarla da nessuna parte”.
“Vieni caro accomodati bevi un po’ d’acqua e non preoccuparti che adesso andiamo a cercarla.”
disse la nonna.
“Grazie infinite, ora mi sento meglio.”
I tre si avviarono verso il bosco e durante il loro tragitto incontrarono un cacciatore con in testa un
colbacco, in mano un fucile ed ai piedi degli stivali. Fu sorpreso di vedere nuove persone e curioso le
chiese:
“Cosa state facendo? Dove state andando?”
“Stiamo andando a cercare Trilli.” È una piccola fata con le ali verdi, minutina e con la voglia di
vivere.
“Venite con me, vi porterò da lei.”
“Saremmo molto grati del suo aiuto grazie.”
Infine arrivati vicino ad una cascata, videro Trilli che si era liberata da sola le corsero incontro e
giocarono con lei felici e contenti.

Martina

 

PETER PAN ED ELENA

Personaggi: Peter Pan ed Elena di Troia

Era il giorno del mio compleanno e appena mi sveglia iniziai a piangere: ho sempre odiato questa
giornata perché voleva dire che stavo crescendo sempre di più. Ed io non volevo che accadesse.
Decisi di scendere in cucina e andare da Trilly, che subito mi riempii di baci e iniziò a cantarmi la
solita noiosa canzoncina. Arrivarono poi tutti i miei amici dell’isola, portandomi regali e doni: stavo
impazzendo!Non riuscivo più a fingere di essere felice! Volevo solo andarmene! Cosi quando tutti
se ne andarono e Trilly stava dormendo, decisi di uscire a fare un giro. Iniziai a volare e volare tra
le mille nuvole del cielo fin quando, ad un certo punto, sentii di essere debole, persi i sensi e mi
ritrovai sul fondo del mare. Ero spaventatissimo, non sapevo cosa fare! Non avevo mai nuotato in
vita mai. Preso da tutte queste preoccupazioni, vidi arrivare da lontano una sirena dal dolcissimo
aspetto. Neanche il tempo di salutarla e subito mi prese e rapidamente mi trasportò, attraversando
rapidi le acque. Non sapevo dove mi stesse portando, ma decisi di fidarmi di lei. Addirittura, ad un
certo punto, mi addormentai. Quando mi svegliai mi trovai in un posto che non avevo mai visto
prima, pieno di navi, di porti, soldati e uomini che gettavano strane cose sulle navi. Mi feci coraggio
e decisi di andare a parlare con uno di questi strani uomini, dicendogli:

“Ehi tu, dove siamo?” .

Lui guardandomi dalla testa ai piedi mi rispose:

“Dove vuoi che siamo, ragazzaccio? Siamo a Troia”.

Troia? Che città è? Ma dove sono finito? Ero molto scosso, non capivo nulla! Credevo di essere
impazzito. Pur molto confuso e scosso, scelsi di addentrarmi nelle mura delle città: enormi mura,
altissime e possenti, che mi fecero rabbrividire .. Entrando vidi la bellezza di quel luogo, i mercati, i
bambini che correvano da una parte all’altra e i soldati che si stavano allenando. Vidi un bambino
correre verso di me. Formatosi, mi disse:

“Chi sei tu? Sembri un personaggio delle storie che la mia mamma mi racconta! Vieni a giocare con noi!” e io risposi: “Certo , bel bambino, andiamo a giocare”.

Credo fosse passata un’ora da quando avevo iniziato a giocare con i piccoli, che loro se
ne andarono, dato che era ora di pranzo. La città in quel momento era deserta, e iniziai a sentire
un certo langorino: era dalla sera prima che non mangiavo nulla! Girovagai ancora per la città
finché mi trovai davanti a una lunghissima scalinata, talmente lunga che decisi di percorrerla per
contare quanti fosseo i gradini . Dopo un’oretta circa arrivai in cima: 1000 gradini! Ero
stanchissimo! Non ne potevo più , ma come se non bastasse, dei soldati si buttarono su di me
dicendomi:

“Chi sei tu? Ma come sei vestito? cosa ci fai qui?”

Pur non sapendo neanche chi fossero, dissi:

“Sono Peter Pan! Vengo dall’isola che non c’è!”. Mi presero per pazzo e scoppiarono a ridere. “Vattene, pazzo. Non puoi stare qua!” disse uno di loro, quando vidi passare una ragazza bellissima, dai dolci lineamenti e dalla serena espressione. Non avevo mai visto una ragazza dalla tale bellezza! Ci guardammo per qualche secondo, le sorrisi e la salutai, lei si avvicinò a me e mi chiese:

“Ciao bel giovane, da dove vieni tu? chi sei? Guardie, lasciatemi sola con lui!”

Così i soldati se ne andarono e rimanemmo soli.

“Sono Peter Pan, vengo dall’isola che non c’è e tu chi sei?”

“Sono Elena, Elena di Troia, la moglie di Paride, principe di Troia”;

“Quindi sei una persona importante?” le domandai.

“Certo che sì…tutti mi amano qui, non vedi come sono bella?!”, mi rispose.

“Sei molto bella, sei la più bella del mondo”, ammisi.

“Grazie Peter, anche tu sei molto carino! Ti vedo un po’ stanco, vuoi venire a mangiare con me?”

“Ne sarei onorato”.

Passammo la giornata insieme, scherzammo, ridemmo, giocammo e spesso ci guardavamo negli occhi, come se fossimo due giovani innamorati. Giunta la sera, quando stavamo per andare a dormire, lei si avvicinò a me dicendomi:

“Ho passato una giornata bellissima con te” e subito io annuì. Si avvicinò sempre di più, tanto che mi ritrovai le sue sottili labbra appiccicate alle mie. Ero incredulo! Non sapevo cosa stesse succedendo; ma ciò mi stava piacendo e continuammo a baciarci appassionatamente .D’un tratto mi resi conto che forse diventare grande non era cosi tanto male! Durante la notte andai a fare un giro, per continuare a esplorare la città; mi appoggiai alle mure e.. ricaddi nelle acque, dove ancora mi aspettava la
siena che mi riportò a casa.

Francesca

 

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